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2021-05-19 16:12:52
Cenni storici e curiosità su Sorbara

 

In questo articolo leggerai cenni storici e curiosità su Sorbara, paese in provincia di Modena ricco di storia e di bontà per il palato, come il locale Lambrusco

Sorbara è una frazione di Bomporto (Mo) ricca di storia e di bontà per il palato, come il locale Lambrusco.

 

Il Lambrusco di Sorbara DOP

Il Lambrusco di Sorbara DOP è un vino rosso rubino molto chiaro con riflessi violacei, frizzante, con spuma vivace ed evanescente. I suoi aromi richiamano la fragola, la ciliegia, il lampone e la viola. La sua zona di produzione è interamente nella provincia di Modena.

Si trova traccia di questo tipo di vino già nel 1693, quando veniva utilizzato nella cantina ducale modenese. Oggi il Lambrusco di Sorbara viene realizzato con il vitigno Sorbara in purezza oppure tagliato con la varietà Salamino (fino al 40%). Si sposa bene con zampone, bolliti, tortellini, tagliatelle, lasagne alla bolognese, verdure e formaggi, gnocco fritto e salumi. I tipi amabile e dolce del Lambrusco di Sorbara ben si accostano con i dolci modenesi (bensone, torta di riso, tortelli dolci).

L’uva Sorbara viene utilizzata non solo per il Lambrusco, ma anche per l’Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP, un’altra eccellenza del territorio. L’invecchiamento di questo tipo di aceto, secondo quanto predisposto dal consorzio, avviene in una serie di botti di volume decrescente e legni diversi (rovere, castagno, gelso, ciliegio, ginepro) per un periodo di minimo 12 anni.

 

Nel segno di Matilde di Canossa

La figura più importante di Sorbara è Matilde di Canossa. Sotto la sua guida il dominio dei Canossa raggiunse la massima estensione, comprendendo Mantova, Reggio Emilia, il Parmense, il Modenese, il Ferrarese e inglobando parte della Lombardia tra il lago d’Iseo e l’Adda, tutta la Toscana, l'Umbria occidentale e la Maremma laziale.

Proprio a Sorbara il 2 luglio 1084 avvenne la sconfitta degli alleati di Enrico IV (i vescovi Everardo di Parma e Gandolfo di Reggio) nella lotta per le investiture.

 

La Pieve matildica

Durante questa battaglia viene distrutta la Pieve matildica, che era nata su un impianto romanico e di cui si aveva testimonianza già nel 816. Matilde la fa restaurare e la dedica a Sant’Agnese. La Pieve, che si trova nel centro del paese, ha poi subito danni importanti in occasione del terremoto del 2012 ed è stata riaperta solo nel 2019.

Celebre il suo campanile, che secondo la leggenda è realizzato con mattoni fatti con il Lambrusco.

 

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